45 45s at 45: PURPLE RAIN – PRINCE, 1984 (11/45)

E poi c’era anche Prince.

Diglielo, quando incontri uno di quelli (tanti, troppi, sia tra gli over 50 che tra i ventenni) che pensano che gli anni ’80 facessero schifo… Digli che c’era Prince. Vedi qual è il problema? Che poi tutto viene banalizzato, normalizzato, uniformato alle quattrocose che tutti dicono e ripetono. E alla fine di uno come Prince oggi non parla più nessuno: non certo del presente (visto che ha fatto di tutto per farsi dimenticare), ma nemmeno del passato. Come se uno così non fosse stato la pietra miliare che era.

Impressionava la facilità con cui tirava fuori ogni anno un capolavoro pieno di canzoni stratosferiche, straripanti di invenzioni che lasciavano a bocca aperta. La purezza cristallina di Purple rain si rinnova ad ogni ascolto. Una ballata semplicissima nella struttura e negli accordi, perfetta dal primo all’ultimo secondo. Sembra tutto così facile, ma sarebbe bello sapere cosa si prova a scrivere una canzone così, e poi a realizzarla. Sapere cosa si prova ad essere un genio.

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