45 45s at 45: BIGMOUTH STRIKES AGAIN – THE SMITHS, 1986 (16/45)

Il resto della giornata, subito dopo l’orale dell’esame di maturità. Forse non c’è un altro momento della vita in cui senti il futuro come un infinito cielo di possibilità verso il quale stai per partire, tutto per te, tutto intero. La prima cosa che ho fatto, dopo essere tornato a casa, è stata andare a comprare The queen is dead degli Smiths. Poi registrarlo sul lato A di una C90. Sul lato B misi For everyman di Jackson Browne, appena in tempo prima di salire in auto con la mia famiglia e partire per il mare.

Iniziava l’estate più lunga della vita ed io per ascoltare The queen is dead non avevo neanche un vero walkman con le cuffiette, ma un registratorino in cui infilavo un auricolare (tipo l’hearing-aid that started to melt). Anche se da un orecchio solo, bastarono quei primi ascolti perchè quelle canzoni segnassero la mia vita, il mio futuro. Alcune le avevo già sentite a Stereodrome: Piccinini e Messina avevano capito subito che quello era un disco veramente speciale e lo suonavano tutte le sere, più volte a sera: There is a light that never goes out, I know it’s over, Cemetry gates… Ma il singolo era Bigmouth strikes again.

Non credo alle definizioni assolute come il singolo perfetto, ma se dovessi attribuire questo primato ad uno dei miei 45 45s, sceglierei questo. Perchè se ripenso all’effetto di quelle prime volte alla radio, a come si imponevano quei tre minuti di bellezza assoluta, e indiscutibile… Sì, era tutto perfetto. Tanto è vero che dopo questo disco smisi definitivamente di rimpiangere i 60’s: ok, a noi non erano toccati i Beatles, ma avevamo THE SMITHS.

La vita con la musica è fatta, spesso, anche di strane, perfette coincidenze, di cui a volte comprendi il senso molto tempo dopo, e che rendono quella musica la musica della tua vita. In quelle notti prima degli esami ed in quelle giornate dell’estate più lunga si compiva un passaggio, e gli Smiths con me ci saranno sempre, fino all’ultimo minuto di futuro.

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3 thoughts on “45 45s at 45: BIGMOUTH STRIKES AGAIN – THE SMITHS, 1986 (16/45)

  1. Che bello questo post, ha riportato indietro anche me a quella splendida estate. Per me fu l’occasione della prima vacanza lontano dalla famiglia, in compagnia di una amica e del registratore (nemmeno noi avevamo il walkman con le cuffiette, roba da figli di papà), la nostra cassetta top vedeva da un lato The Queen Is Dead e dall’altro Seventeen Seconds.

  2. Grazie… Le cassette che accompagnavano le estati sono una delle perdite più gravi delle nuove tecnologie: non sono sostituibili con nulla di simile.
    P.s. The (Mira) Queen is alive! Complimenti per il blog, continuerò a seguirti.

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