45 45s at 45: FISHERMAN’S BLUES – THE WATERBOYS, 1988 (20/45)

Mike Scott è l’unico dei miei grandi eroi sulle cui tracce io abbia effettivamente viaggiato. Non sono ancora stato nel New Jersey di Springsteen, o nella Manchester di Morrissey; a Londra sono andato, come tutti, ad Abbey Road, ma non ho mai cercato la Stanley Road di Paul Weller; un giorno potrei spingermi fino alla grande tenuta di Neil Young nella California del Nord, mentre è molto difficile che capiti di passare nella Minneapolis di Bob Mould…

La musica di Mike Scott è ovunque, in Scozia e in Irlanda.

Edimburgo è la sua città, col castello sitting like a cork on top of the town. La Scozia è la sua patria, la big music risuona nel paesaggio aspro ed emozionante delle Highlands e delle cittadine di mare. Il mio luogo dell’anima è a Stonehaven, nel sentiero tra i campi che dal paesino porta alle rovine del Dunnottar Castle, su una scogliera a picco sul mare del Nord: This Is The Sea. Una delle mie pochissime avventure in bicicletta è stata attraversare le Isole Orcadi. E poi, un giorno, mi sono ritrovato ad Oban, a prendere un traghetto per l’isola di Mull, da cui con un altro si raggiunge l’isola di Iona: uno dei luoghi più spirituali che esistano, la presenza di Dio nell’abbazia un’esperienza di fede all’esatto opposto di Lourdes/Medjugorie/San Giovanni Rotondo… Grazie a Mike Scott.

L’Irlanda è la patria per tutti; il posto migliore dove perdersi e ritrovarsi. La casa di campagna dove i Waterboys vissero e registrarono Fisherman’s blues. Le stradine di Galway, la costa di Doolin ed i Cliffs of Moher, il cielo d’Irlanda da Cork al Donegal, dal Connemara fino a Dublino… Dublin is a city full of ghosts… The ghost of a fiddle, the ghost of a sax, the ghost of a sound that ain’t never coming back…

Sono stato in tutti questi posti, ci sono tornato con Conventional Wife, probabilmente ci torneremo con le Conventional Babies (quando saranno Girls). Sempre alla ricerca dello spirito di un sax, dello spirito di un violino, dello spirito di un suono che non tornerà mai, dello spirito del Fisherman’s blues…

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2 thoughts on “45 45s at 45: FISHERMAN’S BLUES – THE WATERBOYS, 1988 (20/45)

  1. Ho dormito per anni sotto un poster di Mike Scott con acclusa scaletta autografa di un suo concerto milanese. Svegliatomi, pareva di essere in Scozia o in Irlanda: anche in camera nostra la (bella) musica di Mike Scott era ovunque. Uno, del resto, i fratelli mica se li può scegliere…

    • Ricordo benissimo quel poster e la scaletta, che ho sempre invidiato al fratello… Per la cronaca, io mi ero fatto autografare il libretto del Cd proprio di Fisherman’s blues (che e’ anche in assoluto il mio primo album acquistato su Cd, early 1989, da Buscemi per L. 21.000…).
      E adesso, per nemesi, sotto cosa si sveglia il fratello profugo?

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