45 45s at 45: COME AS YOU ARE – NIRVANA, 1991 (25/45)

Un sabato sera con il solito gruppone di amici, in un locale sfigato della nostra provincia, una radio commerciale a manetta mentre aspettiamo le consumazioni. A un certo punto parte Smells like teen spirit. Quello è il momento che si è fissato nella mia memoria in cui ho capito che era successo qualcosa di incredibile.

Il disco mi era piaciuto, mi ero registrato la cassetta e l’hype che si era creato mi sembrava più che giustificato. Smells like teen spirit era una bomba, ma la canzone che mi aveva colpito in modo veramente speciale era Come as you are. Planet Rock aveva appena preso il posto di Stereodrome e la trasmetteva tutte le sere. Il successo di Nevermind cresceva, era meritato, ma rimaneva comunque una bella storia a sorpresa dentro l’ambito del rock alternativo.

Nel giro di quelle poche settimane dell’autunno del ’91 saltarono tutte le regole del gioco. I confini tra musica da classifica e indie rock. I limiti del mercato alternativo. Le soglie del volume e della melodia. Tutto azzerato: al n° 1 ci poteva arrivare anche il punk, l’angst giovanile, l’oscurità, la provocazione.

L’anno era iniziato con l’ascesa irresistibile dei R.E.M e di Out of time: all’improvviso, sembrava una piccola cosa irrilevante. Sarebbe già stata un’annata memorabile con tutto il ben di Dio che era uscito fino a quel momento: Peggy suicide, Blue lines, Yerself is steam, Green mind, Mama said, King of Bongo, The real Ramona… Quel ritmo tranquillo di begli album per pochi intimi, fu sconvolto in quelle settimane non solo da Nevermind e dai milioni di persone che lo acquistarono, ma dall’uscita più o meno contemporanea di Screamadelica, Achtung baby, Loveless, Badmotorfinger, Blood sugar sex magik, Ten, Gish, Don’t try this at home, Bandwagonesque, Trompe le monde…; e di Metallica (Black album) e Use your illusion; e di altri piccoli capolavori (che se fossero usciti in momenti diversi avrebbero conquistato molto più pubblico), da band come Five Thirty, Urban Dance Squad, Swervedriver, American Music Club…

Rileggete l’ultimo paragrafo: sono TUTTI dischi del 1991. Dopo Nevermind, degli ultimi TRE MESI del 1991.

La nostra è una generazione di losers. Kurt Cobain si è suicidato. Dietro abbiamo i ventenni e i trentenni, più incazzati di noi. Davanti abbiamo i cinquantenni e i sessantenni e i SETTANTENNI e gli OTTANTENNI, cazzo!, che non se ne vogliono andare. Ecco, quando ci sentiamo molto male (e di questi tempi può capitare), ricordiamoci che ci sono stati 3 mesi così. Rimettiamo su Come as you are, o un’altro di quei dischi lì. Ricordiamoci che SI. PUO’. FARE!

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