Scontro tempo – Evasio Muraro (Cd+Libro)

Scontrotempo

Dieci canzoni nell’iPod o nel Pc. Un racconto lungo nell’e-reader.
Belli comodi anche così. Ascolti tutto e leggi tutto.
Se le canzoni sono belle, se il racconto è bello, l’effetto è uguale.

Ecco, ho provato a scriverlo per vedere se riuscivo a crederci, almeno un pochino… Ma niente.
Scontro tempo esiste, è un Cd con un libro ed è questa cosa qui da guardare toccare sfogliare mettere su uno scaffale. Di libri, di dischi, o di cose belle da vedere…

Avevo preso l’album precedente di Evasio Muraro O tutto o l’amore, che si era meritato recensioni molto belle, grazie ad uno stato di particolare ispirazione artistica ed al raggiungimento di una maturità espressiva che lo hanno collocato tra gli autori italiani più interessanti di questi anni. Un anti-personaggio con un lungo percorso personale, vissuto tutto nelle strade secondarie delle scene musicali, dopo un inizio da prime mover nel “rock italiano cantato in italiano” degli anni ’80 con i Settore Out. Mi ricordo le pubblicità sul Mucchio Selvaggio e su Rockerilla, ma non li ho mai ascoltati; poi ho perso completamente le tracce di Muraro e solo con i suoi ultimi dischi da solista mi sono accorto di lui. O tutto o l’amore mi era piaciuto, ma non completamente, forse perché non ero riuscito ad entrare in sintonia con alcune di quelle canzoni, sempre con l’anima a nudo, spesso asciutte ed essenziali negli arrangiamenti e nei suoni.

In Scontro tempo il songwriting di Evasio Muraro ha mantenuto queste caratteristiche, ma ha fatto un salto di qualità notevole, e tangibile fin dall’importanza dell’oggetto Cd+Libro. Mi tolgo subito il sassolino: c’è solo un pezzo (Giorni) lontanissimo dalla qualità degli altri, così inconsistente da farmi premere skip (cosa che faccio molto raramente), come se fosse un corpo estraneo. Tutte le altre canzoni sono pienamente a fuoco e formano un album intenso e compatto, con cui si instaura subito una bella intimità. Oltre alla qualità della scrittura, il punto di forza è il gruppo, anzi la squadra che ha collaborato con Muraro: le belle foto sul libro confermano quel che si percepisce all’ascolto, sintonia intesa calore forse vera amicizia. E con una guida speciale come Chris Eckman dei Walkabouts, certamente decisivo nel dare sostanza a certi passaggi delicati (quando in molti casi l’incapacità di gestire il suono fa la differenza tra un pezzo riuscito e un’occasione persa). Si potrebbe parlare di capolavoro, se il livello fosse sempre quello del brano che intitola il disco: squarcio di lucidità interiore perfettamente illuminato da un arrangiamento scarno ma densissimo. E anche se capolavoro non è, ci si ritrova a tornare con piacevole consuetudine in queste canzoni piene di talento e di cura artigianale.

In un parcheggio di nebbia
cercando di occupare il futuro
con strane idee confuse
su storie di uomini e donne.

Persi in pagine sciagurate
nemmeno immaginate
che portano dritti a strani canali
a volte aridi.

In volti che appaiono
e scompaiono
come luci in bianco e nero
in un vecchio film
io credo che…

Moriremo dimenticati.
Moriremo dimenticati.
Moriremo dimenticati.
Moriremo dimenticati.

Versi che, letti senza musica, potrebbero sembrare malinconici esercizi di esistenzialismo e che invece sono cantati con serenità sul tappeto acustico immacolato di Il mondo dimentica: non è tristezza accettare che il mondo vada avanti anche senza di noi, anzi è certezza del futuro, verso il quale vale sempre la pena volgere lo sguardo. E’ questa scioltezza con cui Muraro riesce a descrivere la vita, inquadrando un istante particolare (Il maestro e la sua chitarra), un odore (Puzzo di fame), un ricordo inchiodato dentro (Lettera da spedire prima o poi), il suo segno distintivo, il valore piccolo ma prezioso di questo disco di periferia.

Ti scrivo un po’ perplesso…
Vivi a modo tuo
Farò lo stesso.

Evasio Muraro non ha forse lo spunto del fuoriclasse come Paolo Benvegnù, ma ha una piena padronanza dei suoi mezzi che ne fa comunque un campione, al quale ci affezioniamo con semplicità. E noi di più: noi che abitiamo dalle stesse parti, quelle descritte nel surreale racconto Radar di Marco Denti, un onirico viaggio nel tempo e negli spazi di piccola città, di fiume e di campagna, la Lodi di Paolo Gorini e le terre attorno, da questa parte di Milano. Lettura intrigante per tutti, non solo per chi quelle vie, quelle piazze, quelle campagne le abita. Comunque è stimolante quando vedi che qualcosa del tuo “particolare”, grazie al talento di qualcuno, riesce a diventare “universale”.

Anche se Evasio Muraro suona spesso qua intorno, non sono mai andato a sentirlo, non l’ho mai incontrato. Però ho incrociato la sua band (i FaNs), quella volta che a Novegro hanno accompagnato Mauro Zambellini che presentava il libro su Willy DeVille. Ho anche scambiato due parole con Fabio Cerbone che, oltre a realizzare quella meraviglia di RootsHighway.it, è la chitarra asciutta e di impeccabile buon gusto che si intreccia con quella di Evasio. Ma anche quella volta non ho fatto conoscenza con il bassista e scrittore e firma storica del Buscadero (e prima del Mucchio) “Cucu” Marco Denti. E’ un po’ assurdo, in effetti, abitando entrambi a Lodi, anche se uno come lui sembra di quell’altra Lodi dei Creedence, quella in California… In realtà in questo piccolo posto gli intrecci ci sono sempre: suo fratello Daniele era lì anche lui, l’ultima volta che ho visto Anselmo, in quella camera d’ospedale…

Una bella squadra che conosce ed ama il rock, un capitano che conosce l’arte di raccontare il tempo e la vita. Non vinceranno nessun campionato, ma è bello vedere giocare squadre così, è bello che ci siano squadre così, quasi una squadra di casa.

www.evasiomuraro.com

Annunci

2 thoughts on “Scontro tempo – Evasio Muraro (Cd+Libro)

  1. Grazie mille Andrea per la bella e approfondita recensione. Sinceramente una delle migliori che mi sia capitato di leggere sul nostro lavoro 😉

    E, fuori dal contesto del disco, grazie per quella immeritata “meraviglia” attribuita al sito che gestisco, troppo generoso!

  2. Ciao Fabio! Grazie a te: RootsHighway è veramente ben fatto, ed anche se non si è appassionati degli stili musicali di cui si occupa, la qualità della scrittura e della competenza della tua squadra è altissima (mediamente più di quella del Buscadero, per non fare nomi… anche perchè quasi tutti i migliori del Busca collaborano con te!); è solo un po’ datata la piattaforma grafica che utilizzi, ma la sostanza compensa qualsiasi perplessità!

    Il mio blog roll è un po’ la mia rivista ideale: ci siete voi, Zambo, Vites, le due colonne Cilìa e Guglielmi, penne brillanti come Blatto, Colasanti, De Luca e Matteo Bordone (purtroppo l’omonimo Carlo sta solo su Facebook…), e poi i blogger che amo di più: Joyello, JC The Vinyl Villain, Plainor Pan, Walter ed il mio amico Mario Gazzola (che con il suo Posthuman.it si muove in territori quasi opposti ai miei/vostri…

    (Mi ero dimenticato di mettere il link a RootsHighway.it nell’articolo… rimediato!)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...