David Bowie (1969-2016)

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1981 – La Video-Hit di Mister Fantasy, tutte le settimane con Under pressure fissa al primo posto.

1982 – La cassetta di The rise and fall of Ziggy Stardust, all’Upim per 1.900 lire. Five years e quelle altre 10 canzoni che si incidono nel DNA. Meglio non si poteva iniziare.

1983 – E invece la mia storia con Bowie si raffredda subito. Quei singoli pazzeschi sono dappertutto: Let’s dance, China girl, Cat people, Modern love… Per me diventa uno da radio e tv, per gli album mi rivolgo altrove (ma negli scambi di cassette duplicate con i compagni del liceo ci scappa un Ziggy Stardust-The Motion Picture).

1985 – Primi contatti circospetti con il new waver Mario Gazzola, apostolo del Bowieanesimo. Ancora cassette duplicate: il doppio live Stage e Diamond dogs.

1986 – Il Mito degli anni 70 si risintonizza con i miei interessi da ragazzino new cool e indie degli anni 80: Absolute beginners è una delle colonne sonore che mi accompagnano nel passaggio dal liceo all’università. E poi Heroes a tutto volume a Londra, nei corridoi della English Summer School.

1987 – Le trasmissioni di Claudio Sorge a Stereodrome su garage e psichedelia, con lo stacchetto della cover di I can’t explain: il mio primo LP in vinile di Bowie è Pin Ups…

1988 – La frequentazione con Mario si trasforma in sincera (e trentennale) amicizia, le cassette duplicate si moltiplicano: arrivano Hunky Dory e Young Americans.

1989 – Mario non molla di un millimetro nel suo ostinato rifiuto di Springsteen, mentre io aggiungo, tra le decine di cassette, quelle di Station to station e Man of words man of music (Space oddity).

1990 – Anche Mario è passato al CD: il ritmo delle cassette duplicate raddoppia. Arriva LA mia cassetta perfetta di Bowie: una Sony C90 al cromo con Heroes da una parte e Lodger dall’altra. Capitolazione definitiva.

1995 – Passano gli anni ed anche i Tin Machine… Il discorso si riapre con Outside: splendida fiammata d’amore per un Bowie contemporaneo (e primo album in CD!).

1996 – Morrissey litiga e lascia l’attesissimo tour con Bowie, sprofondandomi nella delusione. Ho praticamente rinunciato, quando mi chiama il Pino, uno dei ragazzi della Casa-Famiglia dove un anno prima ho terminato il servizio civile, e mi chiede di accompagnarlo. E così mi ritrovo al Palatrussardi di fianco alla sua carrozzina e al cospetto del miglior Bowie degli ultimi 35 anni.

1997 – Nel mio periodo trip-hop e drum’n’bass, perfino Bowie si lancia nei vortici della jungle (Earthling). Duplico la cassetta anche stavolta, ma mi fermo lì…

1999-2012. E insomma, i dischi nuovi li ho sempre lasciati perdere… Mentre a colpi di 5 o 10€, quelli vecchi me li sono fatti tutti su CD: tutte quelle cassette, e poi Low, Scary monsters, Aladdin sane, Let’s dance, David live, Bowie at the Beeb…

2013 – The next day è stato un ritorno bellissimo, anche perchè insperato. Felice di ritrovarlo in mezzo agli splendidi sessantenni di questi anni, anche se si percepisce un’oscurità che gli altri non hanno.

2016 – Stavo temporeggiando. Black star l’avrei preso sicuramente, ma tra qualche settimana, o dopo un paio di mesi, quando mi fosse venuta l’ispirazione per un’opera di quelle ambizioni. E invece, domani lo andrò a comprare. E poi vediamo, se avrò il coraggio di ascoltarlo.

Stamattina ho aperto Facebook e il primo post che ho visto di TonyFace Bacciocchi all’inizio non l’ho capito. Poi l’ho riletto e mi sono raggelato. Poco dopo ho scritto un sms a Mario, per fargli le condoglianze. E per dirgli grazie.

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4 thoughts on “David Bowie (1969-2016)

  1. impossibile dimenticare una serata in piedi sui tavoli di un bar con moonage daydream sparata a tutto volume…ziggy, la pancia, è stato l’album perfetto a 13-14 anni per fare casino. Station to Station, Low e Heroes gli album della maturità, ma non posso non ricordare la magnifica colonna sonora di Christiane F, con quella heroes che ti esplodeva in faccia durante la corsa sgangherata nel centro commerciale dominato dalla stella della mercedes, mentre noi si stava sul tetto di un’esselunga in costruzione a fumare le canne..

  2. Black Star è un disco molto bello ma è dai tempi dei Joy Division che non faccio una simile fatica nell’affrontare un disco.
    La mia storia con David Bowie è diversa dalla tua perchè è proprio con lui che mi sono avvicinato alla musica ed è per merito suo che ho la casa piena di dischi e sto leggendo il tuo articolo Andrea. Per me David Bowie è stato un fratello maggiore come solo Bruce Springsteen è stato. Due persone che hanno avuto alcune cose da raccontarmi e che mi hanno un po’ aiutato a sviluppare la mia personalità. Lo so che sembra la lettera di un adolescente però sono sicuro che tu capisci cosa intendo.

  3. Pingback: DAVID BOWIE | the (new) vinyl villain

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