30 30 after 86

1986 (2)

Un’altra di quelle liste necessarie, che ti ossessionano finché non ti metti lì e la butti fuori, in fila per sei e con tanti di quei resti che quasi ti penti di averla fatta…
Questi 30 anni dal 1986 erano troppo tondi per lasciarli passare.
Due giorni dopo la metà esatta di quell’anno, feci l’orale dell’esame di maturità e comprai The Queen is dead.
Uno di quei giorni che dividono l’esistenza in un prima e in un dopo, in mezzo ad un anno straripante di vita e di dischi che l’hanno accompagnata.
Una vacanza-studio a Londra e al ritorno le borse strapiene di LP.
L’inizio dell’università, le prime volte da Buscemi, da Supporti Fonografici…
Tutti gli altri dischi recuperati negli anni a seguire, dopo averli scoperti alla radio e sulle riviste.
Has the world changed, or have I changed?
Tutto è cambiato. Non è cambiato niente.
I’ve got the 21st century breathing down my neck.
E c’è panico nelle strade di Londra, panico nelle strade di Birmingham, I wonder to myself…

The Queen is dead – The Smiths
Lifes rich pageant – R.E.M.
Candy apple grey – Husker Du
Free dirt – Died Pretty
Forever breathes the lonely word – Felt
Talking with the taxman about poetry – Billy Bragg
London 0, Hull 4 – The Housemartins
The big heat – Stan Ridgway
Blood & chocolate – Elvis Costello
Manic pop thrill – That Petrol Emotion
Graceland – Paul Simon
Skylarking – XTC
Neither Washington nor Moscow… – Redskins
The blind leading the naked – Violent Femmes
Kicking against the pricks – Nick Cave & The Bad Seeds
Contenders – Easterhouse
Gone to Earth – David Sylvian
No guru, no method, no teacher – Van Morrison
Lives in the balance – Jackson Browne
So – Peter Gabriel
Giant – The Woodentops
Live 1975-85 – Bruce Springsteen & The E Street Band
Born sandy devotional – The Triffids
Infected – The The
Liberty Belle and The Black Diamond Express – The Go Betweens
Element of light – Robyn Hitchcock and The Egyptian
Heyday – The Church
King of America – Elvis Costello
Guitar Town – Steve Earle
Stutter – James

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33 thoughts on “30 30 after 86

  1. Eh, beh, carissimo Andrea, questa ci voleva proprio.
    Mi metterò a spulciare ma, a occhio, le coincidenze sfiorano il 90%.
    Continua così ..

  2. Il 1986 è stato un anno magico per la musica, grande musica. I dischi citati li ho più o meno tutti. La maturità la feci l’anno prima,invece, e da Buscemi ci vado ancora, quasi tutti i sabati.

    • Non è cambiato niente (almeno in certe cose!)
      Scusa per le difficoltà di pubblicazione del commento: non ho ancora capito come si fa a togliere la moderazione, che comunque è solo sul primo (il prossimo andrà on line subito).

      • Lista condivisa al 99%, mi mancano solo gli easterhouse, che proprio non ricordo, forse li avevo in cassetta ma il nome non mi dice poco o nulla e ormai non lo cerco certo su allmusicguide. Certo fa un po’ impressione vedersi come allo specchio e trovareci dietro un’altro…condizionati forse dalle stesse letture?
        PS trovato biglietto per domani sera…eh eh eh

      • Ciao, lo sapevo di bestemmiare in chiesa, ma tant’è, noi toscani abbiamo il moccolo facile, lo sanno tutti. Jungleland, lo ripeto, è stata grandissima, solo che nell mia top 10 delle canzoni di Bruce non c’è, tutto qui. E ora bruciatemi pure sul rogo. A parte scherzi, enjoy the show, io questa sera nonostante abbia trovto un biglietto non ce la farò a venire, sentirò la mancanza dell’energia e dell’emozione di san siro. Godetevela anche per me, ciao

      • ciao, concertone anche ieri sera eh? ma ha supertao quello del 3 come alcuni mi hanno detto? dio mi mangio le mani, ciao
        ps ma vieni anche a roma?

      • Non vorrei infierire, ma… Era veramente una di quelle serate in cui bisogna esserci! Per me è stato un unico concerto diviso in due parti. Dovendo scegliere, il primo è stato più “normale”, quello di ieri veramente “speciale”. Un momento su tutti: lo stacco tra la fine di Because The night e l’inizio di Streets of Fire. Non riuscivo a smettere di urlare, mi sono dovuto scusare con quello davanti a me…

      • C’è stata anche una delle migliori versione di “Racing in the Streets” che ho mai sentito

      • Grande Andrea, sui due concerti di San Siro concordo con te: primo più classico, secondo con scaletta più bella e originale, con pezzi più vecchi, nonché con voce migliore. Racing e Streets come momento più intenso, oltre al finale che è sempre irresistibile (con l’eccezione della conclusione acustica, prescindibile: molto meglio quella di domenica. Ma sono gusti..). Invecchia, il.. ragazzo (molto meglio di noi – di me senz’altro..) ma rimane il top. Grazie per questi scambi di idee. Ti abbraccio.

    • Ciao, non ho ancora in mano il biglietto, me lo danno oggi quando si parte ma non è, purtroppo, per il prato.
      “ci vediamo stasera”
      ciao
      f

      • Ti dico solo che le mie sensazioni dicono: It’s hard to be a Saint in The city e Jungleland… E che Luca De Gennaro che abita di fronte allo stadio ha scritto che sta provando da un’ora The ties that bind… Rifà tutto The river?

      • Ciao, tutto th e river no, ma una bella fetta si!!!! Drive all night, ramrod, point blank, trapped, dai è stato fantastico veramnete. Mi sono riconciliato, temevo l’effetto sagra di paese (oddio su dancing..) ma alla fine è stato grande. Ci sono anche sate alcune cadute di livello ma in 3 ore e 45 ci possono stare. certo se poi si mettono a fianco the rising e i grossi calibri citati sopra….tu che ne pensi?
        ciao
        f

      • Direi che è andata benissimo! Lo sai che io sul Boss sono molto più acritico di te… I miei momenti di calo sono stati limitati a My love will not Let you down (un pezzo che non mi ha mai convinto, buono solo per mettere in mostra il tris di chitarre e le rullate di Max) e Working on The Highway (amatissima da tutti ma personalmente mi ha stufato, me la becco praticamente sempre). Il finale più o meno ha sempre le stesse canzoni, ma negli ultimi anni è riuscito a farlo diventare un momento talmente energetico e catartico da rendere anche i momenti piacioni come Dancing in The Dark un contatto diretto tra lui e tutti noi.
        Nel mio personale best of (19 concerti) entrano: Point blank, Drive all night, Trapped e su tutto Jungleland. L’avevo già beccata altre 2 volte, ma a San Siro ha avuto un’intensità ed una grandezza oltre l’epica: letteralmente non ci sono parole!

      • adesso bestemmio…io con born to run ho un rapporto difficile, difficilissimo. Presi singolarmnete i pezzi mi piacciono ma è un disco che non sono mai riuscito ad amare sino in fondo. Per me springsteen è nato con the river e soprattutto nebraska che continua ad essere il mio album del cuore. questo per dire che a jungleland avrei preferito altri pezzi, nonostante sia stata grandissima e il solo di sax bellissimo ed evocativo. devo anche ammettere che mi è mancata moltissimo waitin for a sunny day, speriamo la faccia in versione estesa con bambino annesso domani sera!
        ciao
        PS a proprosito di bambini, c’era un bambino americano al 3° show, e le sapeva tutte, non aveva più di 10 anni, pazzesco
        PS II il 16 sono a roma, speriamo bene anche li, comunque battere un concerto come quello di ieri sera sarà dura visto anche il contesto differente, i gruppi di supporto etc. soero solo non si tarsformi in una serata greatest hits per grani e piccini…e si working e darlington hanno rotto le palle anche a me, ma ieri è stato così intenso che andavano bene pure quelle!

      • Sei strepitoso! Ormai sono abituato a discutere con te su tutto… Ma discutere Jungleland va oltre ogni immaginazione!!!
        E per confermare come tutto sia dannatamente soggettivo: per me Darlington County la può fare anche sempre, perché mentre Working on the Highway è sempre lo stesso rockabilly dritto tutto uguale, dal vivo Darlington County la suonano tipo Rolling Stones periodo Exile e lui la interpreta facendoti gustare quella storia di fuga senza senso nella profonda provincia americana (e, cosa ancora più soggettiva: per caso mi è capitato di andarci, down to Darlington County…)

      • Ciao, vista la scaletta di roma? stavolta tocca a me infierire eh eh..a parte scherzi, temevo un mezzo disastro e invece a parte qualche sbavatura qua e la è stato grande ancora una volta, quasi quattro ore senza sbavature e con un pubblico che sicuramente non è quello di san siro
        goduria..e dopodomani primal scream..certo che dopo un live monumentale di bruce qualunque concerto rischia di impallidire

      • Ho visto, ho visto… Riesco a non schiattare dall’invidia solo grazie all’appagamento per la doppia dose di S.Siro… Però questo di Roma è stato specialissimo, per molti motivi.
        Io mi consolo con una doppietta oggi e domani: Neil Young e Lucinda Williams.
        Spero di non darti una delusione, ma credo che invece i Primal Scream siano stati annullati per problemi di salute di Bobby Gillespie. Quest’anno è stata un’ecatombe di concerti che avrei visto volentieri ma ai quali non sarei potuto andare: Jonathan Wilson, Dinosaur Jr, Counting Crows, Primal Scream…

      • ah, grazie dell’informazione, non lo sapevo e sarei partito così alla voleè. Ho perduto Neil a Lucca quest’anno perchè in concomitanza con bruce a roma ma c’è stato un mio amico e i ha detto che è in forma, ha fatto 3 ore di concerto e per il bis è arrivato anche willie nelson a completare la riunione di famiglia. goditi lo show anche da parte mia, vorrà dire che mi andrò a vedere alice & battiato sotto casa domani
        ciao

  3. dimenticavo, dalla lita mncano i Thin White Rope di Moonhead, grande gruppo sfortunato ma autore di 5 dischi 5 uno più bello dell’altro. Obbligatiori, a mio parere

  4. Che annata straordinaria !
    Nel 1986 ero militare ad Aquileia e le novità discografiche arrivavano a fatica ma almeno il disco di Ridgway e quello di Nick Cave li ho veramente consumati.
    P. S.: qualche volta dobbiamo incontrarci da Buscemi.

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