50 Discographies at 50 – JACKSON BROWNE (6/50)

Jackson Browne (1972)
For Everyman (1973)
Late For The Sky (1974)
The Pretender (1976)
Running On Empty (1977)
No Nukes (1979) – Various Artists – Live
Hold Out (1980)
Lawyers In Love (1983)
Lives In The Balance (1986)
World In Motion (1989)
I’m Alive (1993)
Looking East (1996)
The Next Voice You Hear: The Best Of Jackson Browne (1997)
The Naked Ride Home (2002)
Solo Acoustic – Vol.1 (2005) – Live
Solo Acoustic – Vol.2 (2008) – Live
Time The Conqueror (2008)
Love Is Strange (2010) – with David Lindley – Live
Looking into you: A Tribute To Jackson Browne (2014) – Various Artists
Standing In The Breach (2014)

Qui c’è dentro proprio tutto. Ci ho messo anche No Nukes, perché era la prima volta; ma non fu una prima volta come le altre, furono tantissime prime volte. Negli ultimi anni lo hanno passato diverse volte su Rai 5, a notte fonda: mi sono sempre fermato a rivederlo, tutto intero o almeno qualche minuto. Jackson, Bruce, James, Crosbystillsandnash… Ma soprattutto Jackson: le sue idee, la sua musica, le musiche che riusciva ad avvicinare con le sue idee.

Ci sono anche gli album che al tempo non avevo nemmeno preso, o che non mi erano piaciuti. Negli anni ho capito che un artista come Jackson Browne non è solo un cantautore che mi piace. È un personaggio unico e prezioso, che nel corso di 45 anni non ha pubblicato un numero enorme di canzoni, e proprio per questo ha sempre messo dentro ognuna di esse cose molto profonde e importanti, anche quando non sembrava. In ogni storia che Jackson ha plasmato sotto forma di canzone c’è un pezzo di senso della vita, che dalla sua prospettiva personale cerca di aprirsi all’universale.

Per questo di Jackson io voglio tenermi tutto, anche se la perfetta ispirazione esistenziale e generazionale che lo toccò nei primi 5 album rimane una storia a parte, in cui il suo Senso della Vita era quasi sempre più universale che personale.

Chiedi chi era Jackson Browne.
Per capire cos’è stato quel tempo e quello spazio in cui dalla California partirono messaggi che arrivavano precisi e nitidissimi anche qui in Italia, ancora una volta c’è un reperto storico di Carlo Massarini (su un vecchio Popster che ho recuperato all’ultima fiera di Novegro): una lunghissima intervista della fine del 1977 che è un racconto intenso ed esaltante di un periodo vissuto proprio lì, dove l’America della strada e del cielo raggiungeva il culmine di una civiltà che forse oggi è morta, ma che sarà ancora viva finché lo saremo noi.

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