45 45s at 45: THE LIST

  1. My Sharona – The Knack
  2. Tunnel of love – Dire Straits
  3. Once in a lifetime – Talking Heads
  4. Start me up – The Rolling Stones
  5. Atlantic City – Bruce Springsteen
  6. Rock the Casbah – The Clash
  7. New frontier – Donald Fagen
  8. My ever changing moods – The Style Council
  9. The killing moon – Echo & The Bunnymen
  10. Pride (in the name of love) – U2
  11. Purple rain – Prince
  12. Lost weekend – Lloyd Cole and The Commotions
  13. Small town – John Mellencamp
  14. Just like honey -The Jesus and Mary Chain
  15. It’s a good thing – That Petrol Emotion
  16. Bigmouth strikes again – The Smiths
  17. Greetings to the new brunette – Billy Bragg
  18. It’s the end of the world as we know it (and I feel fine) – R.E.M.
  19. Could you be the one? – Husker Du
  20. Fisherman’s blues – The Waterboys
  21. Fool’s gold – The Stone Roses
  22. Loaded – Primal Scream
  23. The wagon – Dinosaur Jr.
  24. Unfinished sympathy – Massive Attack
  25. Come as you are – Nirvana
  26. Dress – PJ Harvey
  27. Remedy – The Black Crowes
  28. Slow emotion replay – The The
  29. Cherub rock – Smashing Pumpkins
  30. Gentlemen – Afghan Whigs
  31. Sabotage – Beastie Boys
  32. Live forever – Oasis
  33. Glory box – Portishead
  34. Just when you’re thinkin’ things over – The Charlatans
  35. A design for life – Manic Street Preachers
  36. I will survive – Cake
  37. Bittersweet symphony – The Verve
  38. I am the black gold of the sun – Nuyorican Soul
  39. This is hardcore – Pulp
  40. New York, New York – Ryan Adams
  41. Jesus, etc. – Wilco
  42. Wake up – Arcade Fire
  43. Black and white town – Doves
  44. First day of my life – Bright Eyes
  45. All my friends – LCD Soundsystem

What a long strange trip it’s been…

Another BIG thank you to JC, l’inventore dei 45 45s at 45, che ha pubblicato sul suo blog The Vinyl Villain un post di imbarazzante apprezzamento: http://www.thevinylvillain.blogspot.it/2012/12/45-45s-at-45-italian-style.html

La sua storica lista del 2008 si trova, per le posizioni dalla 11 alla 45 (ordine non cronologico), qui: http://thevinylvillain.blogspot.co.uk/2008/04/45-45s-at-45-number-11.html

…mentre i post delle prime 10 posizioni cominciano qui (e proseguono consecutivamente): http://thevinylvillain.blogspot.co.uk/2008/06/45-45s-at-45-number-10.html

E’ stato bello essere il n.2 di questo gioco… speriamo arrivi presto, da qualche parte nel mondo, il n.3…!

E poi, Merry Christmas… Qui ci vuole una B-side d’epoca.

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45 45s at 45: ALL MY FRIENDS – LCD SOUNDSYSTEM, 2007 (45/45)

Dove sono tutti i tuoi amici, stanotte? A parte quelli su Facebook, intendo…

Come facciamo a capire se siamo ancora amici, o se è tutto finito quell’ultima volta che ci eravamo visti? Che anno era? Perchè mi ricordo perfettamente ogni anno degli anni ’90, quello che facevo i dischi le persone, mentre non riesco a distinguere bene nessuno degli anni dopo il 2000? Sì, mi ricordo cosa stavo facendo l’11 settembre. Ma di quello che è successo i mesi prima e i mesi dopo, l’anno prima o l’anno dopo… Qualcosa l’ho riletto su Patria di Enrico Deaglio.

You spent the first five years trying to get with the plan
And the next five years trying to be with your friends again

L’altra sera ho rivisto una compagna dei primi due anni del liceo, dopo 29 anni. Io guardavo lei esattamente come lei guardava me: quanto siamo cambiati, quanto siamo rimasti uguali. Ho letto una cosa che aveva pubblicato in bacheca. A un certo punto, fulminante: “…e t’accorgi che trent’anni non son bastati a niente. Che non è vero che si cambia e che nemmeno si cresce; ci si amplifica semmai, si cambia la cassa di risonanza ma la musica rimane la stessa.” Applausi. Eccolo qua, il 45esimo 45.

You’re talking 45 turns just as fast as you can
Yeah, I know it gets tired, but it’s better when we pretend

Dentro All my friends, James Murphy ci ha messo le nostre collezioni di dischi, e tutti i modi in cui dimostriamo la nostra età. Who Bowie Primal Scream Talking Heads Joy Division Pink Floyd Velvet Underground Radiohead Suicide Strokes Arcade Fire… Ogni suono ed ogni parola dicono la verità, tutta la verità su di noi. Ed è questo coraggio di voler fare dischi importanti in un’epoca in cui niente importa veramente, che ha reso LCD Soundsystem l’ultima grande band della nostra generazione. Solo 3 dischi, e poi la forza di dire basta quando nessuno se lo aspetta. Come i Jam, i Clash, gli Smiths, gli Husker Du. Sperando che anche loro resistano sempre alla tentazione di riformarsi.

You drop the first ten years just as fast as you can
And the next ten people who are trying to be polite

Se ne stanno lì, i miei 3 Cd di LCD Soundsystem, tra l’album dei La’s ed il primo dei Led Zeppelin, e sono come gli amici che non vedi mai ma quando ci si vede si parla da amici, senza problemi senza filtri di cose vere, si dicono cose di cui poi ci si ricorda quando è il momento, quando si sopportano educatamente quelli che tocca vedere tutti i giorni. Quei dischi così pieni di cose nostre che ogni volta ti lasciano dentro quello che sapevi insieme a qualcosa di nuovo. Abbiamo famiglie lavori figli incombenze impossibili, la Storia che ci passa sopra mentre aspettiamo e aspettiamo, e quando ci toccano le nostre solitudini sono più profonde. Ma in mezzo sotto o di lato abbiamo questi dischi, alcuni di noi, e quando serve come amici ci danno una mano, come hanno sempre fatto.

You forgot what you meant when you read what you said
And you always knew you were tired, but then
Where are your friends tonight?
Where are your friends tonight?
Where are your friends tonight?
If I could see all my friends tonight
If I could see all my friends tonight
If I could see all my friends tonight
If I could see all my friends tonight

La faccia di Paolo quando Francesca glieli ha fatti trovare veramente, in un locale, tutti i suoi amici, per il 40° compleanno. La faccia di Paolo alla fine di quella serata, dopo 40 anni e tutti quegli amici. E dopo tutti quei dischi scelti per lui (inevitabilmente, un bel po’ di questi 45 45s…). Che lo sai bene di averli, tutti quegli amici e tutti quei dischi, ma quella faccia lì, se vuoi provare a rivedertela, devi andare a cercarla nelle foto di quando eri bambino, prima dell’amplificazione e della cassa di risonanza, prima della vita e del rock’n’roll.

La versione intera

La versione In Lego

45 45s at 45: WHAT I AM? – EDIE BRICKELL & NEW BOHEMIANS, 1988 (Bonus Track – Spazio Cipo)

Prima di finire, un’altra bonus track gentilmente offerta da Massimiliano Cipo Cipolla, per il quale si applica la deroga sulla regola dell’appartenenza alla Class of ’67. Per due motivi: 1. E’ comunque entrato a far parte della categoria degli splendidi 40enni; 2. E’ l’occasione per rifare, dopo 20 anni, lo Spazio Cipo.

Psychocandy era il nostro primo programma e Cipo faceva la regia per me e Paolo. Venti-venticinque canzoni una volta alla settimana, ma una era sempre riservata a Cipo, costretto a scegliere “per differenza” rispetto alla nostra scaletta. Gli U2 di Achtung baby erano la sua specialità, ed erano tantissime le passioni condivise; ma ogni tanto ci spiazzava con qualcosa che da lui non ci aspettavamo.

Mi ricordo quella volta che dall’interfono ci chiese se conoscevamo i Level Hertz. Chi? I Level Hertz, li ho sentiti alla radio, sembrano un po’ i Waterboys… Alla radio? E che radio era? Non mi ricordo, alla fine hanno detto che erano i Level Hertz, sono sicuro… Mah… Dall’alto delle 2 o 3 riviste al mese che facevo passare e delle ore di Planet Rock + Stereonotte + Radiopopolare + Videomusic accumulate ogni settimana, questi Level Hertz proprio niente… Hai detto Level Hertz? Sììììì! Senti, prova a scriverlo qua… Level Hertz. E sembravano i Waterboys? Sì, col violino e tutto il resto!… Una settimana di mistero, e alla fine, improvvisa, l’illuminazione. I LEVELLERS!!! Recensione letta mesi prima, ignorati in mezzo a quel ben di Dio che nel ’91-’92 pioveva da ogni parte: per Cipo erano la Nuova Band del momento. I pezzi di Levelling the land spinsero via per un po’ gli U2 dallo Spazio Cipo, con grande soddisfazione sua e sollievo nostro…

Per questo Spazio Cipo “20th Anniversary Edition”, Cipo è andato a rovistare tra le vecchie cassette della radio, spulciando i titoli dei “mistini” autoprodotti (che si ascoltavano più degli album veri). Gli U2 li avevo già scelti, i Waterboys pure, gli Smiths ovviamente, i Levellers mi sono guardato bene dal nominarglieli… Per qualche settimana siamo rimasti in sospeso, lui con l’angoscia della scelta, io con la curiosità di sapere cosa sarebbe entrato nella mia lista.

Ebbene, questa What I am? ci sta benissimo appena prima dell’ultimo pezzo “in scaletta”. E’ dell’88, ma da noi arrivò a metà ’89, in quel periodo di passaggio tra anni ’80 e ’90 di cui ho già scritto e che fu molto importante per le mie scelte di vita e per quelle musicali. Era una canzone pop, dilagava anche nelle radio commerciali, ma aveva un’originalità unica ed il coraggio di un testo esistenziale con leggerezza, che si attaccò come l’edera in quei giorni confusi e a cuore aperto. Oggi si stenta a credere che una canzone così particolare fosse in testa alle classifiche: eravamo agli inizi di una serie di annate memorabili, in cui il rock e la buona musica si ritrovarono a sorpresa dalla parte vincente.

Erano anni bellissimi, in cui potevi tranquillamente lasciare un pezzo della preziosissima scaletta in mano al regista sapendo che non te ne saresti pentito… Ok, noi avevamo la fortuna di avere Cipo, ma la fortuna vera di tutti noi è stata quella di poter vivere quegli anni e quei dischi all’età giusta. E a Radio Lodi, in particolare, con una libertà d’azione e d’emozione praticamente totale. Che a ripensarci oggi, l’unica cosa paragonabile, ma solo lontanamente, è farsi il proprio blog…

Grazie Cipo: per te, per me e per tutti noi splendidi 40enni, la domanda è sempre valida.

What I am is what I am
Are you what you are or what?

45 45s at 45: FIRST DAY OF MY LIFE – BRIGHT EYES, 2006 (44/45)

Questa è la canzone dell’attesa delle mie figlie. La mia canzone del primo giorno delle loro vite. La canzone del privilegio di essere the first face that they saw.

Lo stato di grazia dell’amore, la trasparenza di quando si è veramente se stessi con la persona che si sceglie, con la creatura che si tiene tra le braccia, con il ricordo di chi riempie la parte più importante dentro di noi. C’è il primo giorno, e c’è il resto della vita: tutte le giornate in cui siamo stati ciechi e quelle invece in cui non sappiamo dove siamo, non sappiamo dove siamo stati, ma sappiamo dove vogliamo andare.

Ecco cos’è cambiato nella musica: Bright Eyes, come tutti i migliori artisti di quest’epoca, non potrà mai essere significativo come lo sono stati quelli dei decenni passati. Però le canzoni veramente speciali ce la fanno, entrano nelle vite e negli iPod, si diffondono su YouTube e su Facebook. Forse non sono più dischi, o forse sì. E comunque: please, share this…

45 45s at 45: BLACK AND WHITE TOWN – DOVES, 2005 (43/45)

Prendi tutta la britishness, l’inglesità di cui ti sei nutrito e che hai interiorizzato per 30 anni. Mettila tutta in una canzone sola.

L’amore per la black music, gente che ascolta roba della Motown, but it’s up to us to change this town called Malice, TOWN CALLED MALICE, il Northern Soul, Quadrophenia, Trainspotting, Ken Loach, Manchester, la musica di Manchester, i Joy Division, to the center of the city in the night waiting for you, il basso di Peter Hook, PETER HOOK, gli Smiths, le copertine degli Smiths, i fan degli Smiths, Morrissey-Marr, the rain falls hard on a humdrum town, Viva hate di Morrissey, i Durutti Column, Madchester, gli Stone Roses, le copertine degli Stone Roses, l’indie-rock prima degli Stone Roses, le chitarre di John Squire alla fine di I am the resurrection, I AM THE RESURRECTION, le voci dei cantanti senza voce, gli Oasis, I live my life in the city where there’s no easy way out, Manchester dopo gli Oasis, le magliette delle squadre di calcio, il New Musical Express e il Melody Maker, i Pink Floyd e i Radiohead, i King Crimson e i Verve, le giacche della tuta, le felpe col cappuccio, gli Easterhouse e i Manic Street Preachers, John Peel, le band indie degli anni ’80, i ventenni che ascoltano le band indie degli anni ’80, i Wedding Present e i Pulp, la Rough Trade, i Rough Trade Shops, gli HMV, le stazioni delle città di provincia, i bambini sui passeggini in metropolitana, i My Bloody Valentine, le band che suonavano fissandosi la punta delle scarpe, LOVELESS, i Ride e gli Spiritualized, Julian Cope e i Chemical Brothers, le playlist di Rockerilla, i cantanti sovrappeso con la barba che non potranno mai avere successo, gli Elbow che nonostante il cantante sovrappeso con la barba fanno un album di successo, i Prefab Sprout e i Cure, i Beatles nel ’66, i Beatles nel ’69, i Beatles dopo la morte di John Lennon, la tua idea dei Beatles, la mia idea dei Beatles, LA NOSTRA IDEA DEI BEATLES, i CD dei Beatles con Repubblica a 9,90, i Monty Python e Little Britain, i Dexy’s Midnight Runners e i Primal Scream, High Fidelity di Nick Hornby, tutti i libri di Nick Hornby, 31 songs di Nick Hornby, NICK HORNBY, come sarebbe stato un film inglese tratto da High Fidelity, i Teenage Fanclub, Songs from Northern Britain, gli occhi della bambina a 3′ e 17″ di questo video, QUESTO VIDEO (guardalo, una volta tanto…)

45 45s at 45: WAKE UP – ARCADE FIRE, 2005 (42/45)

Quella sera da Ricordi in cima alla mia buy-list c’era Funeral degli Arcade Fire. Avevo letto giudizi favolosi da fonti molto diverse; era ancora la fase iniziale in cui gli Arcade Fire erano il nome nuovo più caldo dell’indie rock, ma invisibili per i media non specializzati. Lo avevo cercato inutilmente sotto la A e disperatamente sotto la F, nel caso qualche commesso incompetente avesse scambiato Funeral per il nome del gruppo e Arcade Fire per il titolo dell’album. Mi ci ero impegnato già da qualche minuto, per poi rassegnarmi ad acquisti meno “urgenti”.

Finito tutto l’ordine alfabetico, la sezione soul, quella folk e country, saltate quelle punk e metal, passati poi in rassegna velocemente i DVD, mi stavo addentrando nella enorme sezione dedicata ai libri sulla musica, quando su uno scaffale poco sotto l’altezza dei miei occhi, in mezzo a vari tomi sul jazz, apparve dal nulla.

Funeral degli Arcade Fire.

L’unica copia in tutto il Ricordi Mega Store (e forse in tutta Milano), lì in un posto dove non c’entrava un tubo, davanti a me, che desideravo quel disco più di ogni altro oggetto musicale.

Lo presi in mano come se fosse la cosa più naturale del mondo. Quel disco era lì per me, solo per me. Era fragrante come una focaccia calda di forno una mattina alle 5 dopo che sei stato in giro tutta notte. Era intonso ed invitante come un pacchetto di figurine quando te ne manca una per finire l’album. Avevo visto neanche mezzo video, ma già sapevo che sarebbe diventato uno dei miei dischi preferiti. E mi convinsi, una volta di più, che non sei tu che trovi i dischi, sono i dischi che trovano te.

45 45s at 45: JESUS, ETC. – WILCO, 2002 (41/45)

Dear Jeff Tweedy,

do you want to play this game? You’re 45 like me, and this is a little funny way to think back to some of the records that made your life. JC The Vinyl Villain invented 45 45s at 45 some years ago and now it’s the turn of the Class of ’67…

It would be great to read what your choices would be; discovering if we have some 45s in common. One of the reasons I love Wilco music is that I feel I share with you a Big History, hundreds of musical references combined with your inventions and thoughts. Some times you bring a cover, more often it’s a few seconds bit in a song: like nods to one parallel world, and some of us listening own that map…

I still can’t understand how I could ignore Wilco (and Uncle Tupelo before) until 10 years ago… I think I’ve read 5 stars reviews of all your previous albums; I was well aware of your collaboration with one of my all-time favourites, Billy Bragg. And I saw you in Bologna Stadium in ’99, opening for R.E.M.: I was impressed, but it wasn’t enough to send me out to buy Summerteeth, A.M. or Being there. Then you released Yankee Hotel Foxtrot in 2002, and since then you are N°1 Band in the Universe.

Now I have all your records and so many songs up there among my dearest treasures. It seems to me that we may be the same age, but your 45 are much more full than my years, your life a path much richer, more serious, more crazy. It’s easier to be on the receiving side, it’s easier to listen than to write the chords of those bitter melodies turning your orbit around; living in the confort zone where we collect all those sad sad songs (and the happy happy ones too…).

I don’t know, maybe you’re not into this Nick Hornby’s High Fidelity state of mind; your way of lovin’ music could be far from these kind of lists. But this is The New Social World, right? So what I’m gonna do is to post this silly letter in the Wilco Facebook page. Yes, I know you’re not checkin’ it in any way, but maybe somebody near you might send it to you; maybe there’s a chance you like this game and send your 45 45s… Etc!

With gratitude from Lodi, Italy.