50 Discographies at 50 – DAVID BOWIE (4/50)

Space Oddity (1969)
Hunky Dory (1971)
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spiders from Mars (1972)
Aladdin Sane (1973)
Diamond Dogs (1974)
David Live (1974)
Young Americans (1975)
Station To Station (1976)
Low (1977)
“Heroes” (1977)
Lodger (1979)
Scary Monsters (1980)
Let’s Dance (1983)
Outside (1995)
The Next Day (2013)
Black Star (2016)

Non c’è Under Pressure, per esempio. A me piace tantissimo Under Pressure, nonostante i Queen. Una che prima non mi piaceva e che adesso mi sembra bellissima è This is not America, che manca anche lei. Una che invece mi è sempre piaciuta fino a un certo punto è The Man Who Sold The World: infatti l’album omonimo è l’unico degli anni ’70 che non ho. Forse dovrei mettermi a studiare, tra le tante raccolte, per vedere se ce n’è una con i pezzi sparsi che mi mancano.

Con Bowie sono sempre stato troppo selettivo, con una parzialità da non fan. Proprio per questo, però, sfido chiunque a provare a mettere insieme una discografia più perfetta della mia. Per me questa è veramente scolpita nel marmo. Poi però mi impegno solennemente, da qui alla vecchiaia, a trovare spazio anche per tutto il The Rest of Bowie che è rimasto fuori. Come Dylan, come pochissimi altri, Bowie sarà per sempre un artista da studiare ed analizzare in ogni minimo dettaglio, al di là delle preferenze e dei gusti musicali.

Un’altra che mi piaceva moltissimo era Absolute Beginners: ho anche il vinile della colonna sonora del film (che nonostante tutto aveva un elevato tasso di Bowiesmo). E’ proprio questo ciò che l’opera di David Bowie può continuare ad insegnarmi a 50 anni: essere sempre un principiante assoluto e non avere paura di esserlo. Come raccontava splendidamente Mister Fantasy Carlo Massarini nel primo anniversario della sua morte: in una storica intervista per Popster di 40 anni fa (in occasione dell’uscita di “Heroes”), Bowie spiegò la sua continua evoluzione musicale con una battuta illuminante: “Se funziona, gettala via!”. Saper cambiare sempre quando le cose vanno bene, prima che inizi il declino, cercare sempre qualcos’altro da far funzionare. Forse la lezione migliore per non invecchiare, e non solo nella storia del rock. Soprattutto perchè applicata fino in fondo, letteralmente fino all’ultimo giorno della vita.

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4 thoughts on “50 Discographies at 50 – DAVID BOWIE (4/50)

  1. Il mio artista preferito in assoluto, colui che mi ha fatto scoprire un universo a 15 anni quando acquistai il mio primissimo disco: Station To Station.

      • Ciao Andrea! Secondo me hai fatto un ottimo lavoro, aggiungerei solo “Buddha of Suburbia” che secondo me ha dei pezzi strumentali piuttosto interessanti e qualche brano qua e là tra cui “Loving The Alien” ma in versione acustica e non quella presente su “Tonight”.

      • Loving the alien è un pezzo meraviglioso, sprecato su Tonight… Ho vaghi ricordi di un ascolto del Buddha all’epoca: mi era piaciuto.

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