50 Discographies at 50 – ELVIS COSTELLO (10/50)

My Aim Is True (1977)
This Year’s Model (1978)
Live At The El Mocambo (1978)
Armed Forces (1979)
Get Happy!! (1980)
Trust (1981)
Almost Blue (1981)
Imperial Bedroom (1982)
Punch The Clock (1983)
Goodbye Cruel World (1984)
King Of America (1986)
Blood & Chocolate (1986)
Spike (1989)
Mighty Like A Rose (1991)
The Juliet Letters (1993) – with The Brodsky Quartet
Brutal Youth (1994)
Painted From Memory (1998) – with Burt Bacharach
When I Was Cruel (2002)
The Delivery Man (2004)
Momofuku (2008)
The Return Of The Spectacular Spinning Songbook (2012) – Live

Costello sembra averli da sempre 50 anni.
Da ventenne si travestiva da adulto senza età.
Lo ricordo poco più che trentenne sulla copertina di un Fare Musica, periodo King Of America: un personaggio ultraclassico, con una discografia già lunghissima per me ancora quasi tutta da scalare.
L’unica volta che l’ho visto dal vivo, quasi quarantenne, era in doppiopetto sul palco con i violinisti del Brodsky Quartet.
E quando ai 50 ci è arrivato veramente, è diventato ancora più eclettico e inclassificabile, forse anche troppo.

Per cui è probabile che adesso stia iniziando il sorpasso, e che tra non molto sarò io più vecchio di Elvis. Lui sempre cinquantenne, ed io sempre meno giovane. Quando sarò pronto, quando sarò più maturo, recupererò anche gli altri: quelli country e quelli hip-hop, quello blues con Allen Toussaint e quello con la mezzo-soprano svedese, quelli tutti orchestrali e quelli solo piano e voce, quelli tutti di cover e quelli con le sue canzoni regalate ad altri. Per adesso gli album che mi porto dietro sono tutti quelli fino a metà anni 90, più una manciata selezionata dagli ultimi 20 anni. Li ho ascoltati ancora troppo poco e so che saranno ancora più preziosi nei prossimi 50 anni.

All grown up
And you don’t care anymore
And you hate all the people that you used to adore
And you despise all the rumors and lies of the life you led before
But look at yourself
You’ll see you’re still so young
You haven’t earned the weariness
That sounds so jaded on your tongue

Canzoni che sono ricordi di giorni che non sai se hai già vissuto o devi ancora vivere. Dischi che saranno classici sempre solo per pochi, ma lo saranno sempre. Ti guardi in giacca e cravatta e non è più un problema, ormai da tantissimo tempo. Un po’ come se l’avessi sempre indossata, un po’ come quelli che a 20 anni ci suonavano il rock’n’roll.

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